L’orso polare viene messo al freddo da parte del governo Olandese. Il ministro di Agricoltura, Pesca e Qualità Alimentare (LNV) Gerda Verburg ha votato, durante la CITES-Conferenza, che si è tenuta questa settimana, contro una proposta di divieto del commercio di pelli, artigli e denti di orsi polari. Il Partito per gli Animali aveva dato, con aiuto di una maggioranza del parlamento, incarico al ministro Verburg di farsi forte a livello del’Unione Europea per una divieto del commercio in orsi polari. Cosi il Ministro Verburg non solo espone gli orsi polari ulteriormente a pericoli ma se ne frega anche della volontà del parlamento.

Il Partito per gli Animali ha presentato una mozione per non mettere sotto ulteriore pressione la sopravivenza dell’orso polare, che è fortemente minacciato dallo scioglimento delle cappe glaciali. Durante la CITES-Conferenza 175 paesi hanno preso accordi riguardante la limitazione del commercio di specie in estinzione. Giovedì si è evinto che la proposta per il livello più alto di protezione per l’orso polare (Appendice 1) non è stato approvato. Anche una nuova proposta, con cui si poteva raggiungere lo stesso scopo, è stata respinta, anche per colpa del ministro Olandese.
Durante la CITES-Conferenza purtroppo è stata anche respinto la richiesta del divieto della pesca del tonno dalle pinne blu, che sta per estinguersi. E questo per motivi economici e tutte quelle altre motivazioni che usiamo per rendere il nostro pianeta invivibile. Un tonno delle pinne blu rende circa 80.000 Euro, pescatori e commercianti pescano perciò ancora più velocemente gli ultimi esemplari e li surgelano perché si aspettano che i prezzi saliranno ancora e velocemente quando questo pesce sarà (quasi) estinto. Il partito per gli Animali combatte già da anni affinché il tonno dalle pinne blu, nel contesto del CITES, viene inserito sulla lista degli animali protetti. Alla fine del 2009 una mozione del Partito per gli Animali è stata accolta, con la quale si chiedeva con urgenza che il governo Olandese doveva farsi forte per un divieto della pesca del tonno dalle pinne blu nelle acque europee.

La caccia al tonno dalle pinne blu
Mercoledì si è svolto un dibattito d’emergenza riguardante i Oostvaardersplassen, un area naturale nella provincia Flevoland. In quest’area recintata trent’anni fa sono inseriti dei cervi, cavalli Konik e dei bovini Heck. L’intenzione è di lasciare questi animali il più indisturbato possibile. Ma ci sono delle critiche sulla situazione negli Oostvaardersplassen. Duranti gli inverni duri circa il 20% degli animali muore di fame. Le immagini molto brutte che si sono visti in televisione mostrano un problema serio, che però deve essere risolto tramite un intervento tempestivo nel processo della selezione naturale.
Per questo motivo abbiamo preteso nel parlamento che il Corpo Forestale dello Stato, il gestore dei Oostvaardersplassen, impiegherà più uomini per eseguire in modo tempestivo l’eutanasia per animali che appaino destinati a morire nella selezione naturale. Il Partito per gli Animali è come principio contrario all’inserimento di animali, specialmente dove ciò accade in aree recintate. La domanda più importante è se l’uomo accetta che la natura si autoregola oppure se l’uomo deve intervenire in modo preventivo nella popolazione tramite caccia e alimentazione supplementare. Se dici che animali selvatici non devono soffrire la fame, allora devi trasformare le aree naturali in campi per cervi e caprioli dove gli animali sono nutriti, ed in caso si sovrappopolamento vengono uccisi. Il Partito per gli Animali non sceglie per questa soluzione. Noi vorremmo che la varie aree naturali vengono collegato trai di loro in modo di dare agli animali la possibilità di migrare.

Esther Ouwehand ed io durante una visita di lavoro presso i Oostvaardersplassen il 12 Marzo 2010.
Alla prossima settimana!












