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Settimana 43 - 2008

Una buona iniziativa del governo italiano: la scorsa settimana è stata presentata una proposta di legge per instaurare una mutua per cani e gatti! Così, gli animali domestici non dipenderebbero più dai redditi dei loro proprietari. Le persone che hanno un reddito inferiore ad un certo limite, potrebbero andare gratuitamente dal veterinario, e sarebbero rimborsati delle spese di vaccinazione, di sterilizzazione e di castrazione. Un’idea fantastica che, a quel che si dice, potrà contare su un grande appoggio dei politici italiani. Oggi abbiamo immediatamente chiesto al ministro dell’Agricoltura, la signora Verburg, di seguire questo buon esempio.

Abbiamo già chiesto attenzione per l’iniziativa Minimax della città di Rotterdam, che permette alle persone che ricevono il reddito minimo, di benificiare di tariffe ridotte per le cure mediche dei loro animali domestici. Parecchie città olandesi stanno già elaborando una versione locale di questa clinica. C’è una grande domanda di tali comodità ed è quindi tempo che il governo ci presti attenzione.

Nel giornale agricolo Agrarisch Dagblad della scorsa settimana, il ministro Cramer dell’Ambiente, ha dichiarato di essere d’accordo con le proposte del nostro partito miranti a ridurre il consumo di proteine animali. Ecco qui un brano dell’articolo: “Possiamo anche affrontare altrimenti, e più radicalmente il danno ambientale causato dal settore agricolo. Milieudefensie (un’associazione vicina agli Amici della Terra) ha recentemente perorato in favore di una riduzione del 50% del patrimonio zootecnico. L’organizzazione non ha però avuto il sostegno del governo. La soluzione proposta da Marianne Thieme ha magari migliore prospettive. Nel suo documentario Meat the Truth, lei argomenta che una riduzione del consumo di carne è la soluzione più efficace del problema climatico; una conclusione con la quale i scientifici vanno più o meno d’accordo.”

La discussione a proposito della castrazione senza anestesia dei porcellini, come pure la pressione mirante a porre fine a questa pratica, si sono intensificate negli ultimi due anni, pure grazie al Partito per gli Animali. Ne risulta che dal 2009, i supermercati olandesi non venderanno più prodotti che contengono carne di maiali castrati senza anestesia. Gli allevatori di maiali continueranno a castrare i porcellini, sotto anestesia però, finché non possano garantire che la carne non “puzzi” quando sarà messa in padella. Aldi, Lidl, Coop, La Place, le macellerie “Keurslager” e Super de Boer saranno i primi a smettere completamente la vendita di carne di maiali castrati senza anestesia. Tonnies, un mattatoio tedesco che approvvigiona molti supermercati olandesi, dichiara poter tracciare il cosidetto ‘odore di verro’ nel macello stesso. Ora l’associazione olandese di supermercati CBL è arrabbiata col mattatoio olandese VION, il più grande macello dell’Europa, perché questo ha sempre affermato che ci vorranno anni per poter individuare l’odore di verro alla catena di macellazione. L’associazione esige, a ragione, che VION le dia una spiegazione. Ho chiesto al ministro di trovare rapidamente una soluzione a queste strane pratiche di VION.
L’opposizione di VION puzza, e questo non mi sorprende. Il settore della carne ostacola già da anni un vero rivolgimento nel settore della carne di maiale. Ancora di recente l’allevatrice di maiali Annechien ten Have, dell’organizzazione agricola ed orticola “Land- en Tuinbouw Organisatie” ha fulminato contro i supermercati che avevano deciso di smettere completamente la vendita di carne di maiali castrati senza anestesia. A quanto pare, in quel settore si pensa soprattutto alle impossibilità piuttosto che alle possibilità, ed è difficile eliminare questo fenomeno.


Alla prossima settimana!